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GIOCHI DEL TRICOLORE 2018 E CORNER INTERCULTURALE

Mondinsieme, Logo Reggio Emilia non abbocca_Tavola disegno 1 copia 3

L’edizione che si sta aprendo dei Giochi Internazionali del Tricolore 2018 prevede, tra le tante novità, l’installazione di un Corner Interculturale nel Villaggio dello Sport di Piazza della Vittoria, gestito dagli operatori del Centro Interculturale Mondinsieme. L’impegno del gruppo di lavoro all’interno della kermesse riguarda la possibilità di “narrare” la dimensione multiculturale e la “potenza” relazionale di tale evento.

La diversità sotto tutti i punti di vista ritrova nello spirito dei giochi e delle attività sportive, quella dimensione in cui competizione e coesione convivono semplicemente perchè lo stupore dell’incontro con l’altro supera la volontà di prevalere.

Si può e si deve vincere perchè le gare questo richiedono, ma si può anche godere della curiosità di conoscere altro da noi. Vogliamo quindi dimostrare una volta di più che la qualità delle relazioni può cambiare il nostro modo di vivere.

Il Corner Interculturale in Piazza della Vittoria sarà lo spazio da cui partirà il nostro lavoro e da cui prenderanno il via due nuove campagne: la prima, “Volti dal Mondo”, vivrà durante tutto il tempo dei Giochi e prevede la raccolta di 67 foto al giorno che raccontino le storie dei protagonisti provenienti dalle diverse parti del pianeta, i momenti di incontro e i terzi tempi. Perchè proprio 67 foto? Per ricordare ogni giorno i 67 anni di vita di Nelson Mandela dedicati al servizio dell’umanità, come avvocato dei diritti umani, prigioniero politico, operatore di pace internazionale e primo presidente democraticamente eletto di un Sudafrica libero e antirazzista.

Giochi Internazionali del Tricolore daranno anche inizio al progetto molto più ampio, chiamato “Reggio Emilia – a way out of rumours”, volto a definire ed implementare una strategia “anti-rumours” per la nostra Città.

Promossa a livello europeo dal Consiglio d’Europa come una buona pratica nella lotta alla discriminazione e all’intolleranza, la metodologia “anti-rumours” consente di sfatare quelle notizie infondate ed intolleranti ( i “rumours”), che sono spesso alla base tanto di stereotipi e pregiudizi, quanto di atteggiamenti discriminatori e razzisti.

Durante tutta la settimana, presso lo stand del Centro Interculturale Mondinsieme, si creeranno occasioni di incontro e di dialogo, finalizzati a costruire la strategia anti-rumours di Reggio Emilia insieme alla sua cittadinanza.

Infine i Giochi del Tricolore saranno anche occasione per convolgere attivamente un gruppo di trenta ragazzi e ragazze richiedenti protezione internazionale, che daranno il loro contributo nella gestione degli spazi e delle attività durante tutta la settimana. Questa collaborazione è figlia del Protocollo di intesa per la promozione del dialogo interculturale attraverso l’integrazione linguistica, nato dall’accordo tra il Comune di Reggio Emilia, il Forum del Terzo Settore, la Rete Diritto di Parola e gli enti gestori della prima accoglienza e dalla volontà condivisa di favorire percorsi di inclusione sociale ed economica e di partecipazione attiva nelle comunità locali dei cittadini stranieri residenti sul territorio comunale.

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GIOCHI DEL TRICOLORE 2018 E LA FORZA DELLE DIVERSITÀ

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Tutta la diversità umana è il prodotto della varietà quasi infinita delle combinazioni di geni. Noi tutti siamo formati della stessa polvere cromosomica, nessuno di noi ne possiede un solo granello che possa rivendicare come suo. È il nostro insieme che ci appartiene e ci fa nostri: noi tutti siamo un mosaico originale di elementi banali.

Jean Rostand

Jean Rostand, figlio del più conosciuto Edmond Rostand, autore di “Cyrano De Bergerac”, è stato uomo di scienza e filosofo, un pensatore protagonista del proprio tempo.

Lo sguardo scientifico di Rostand ci restituisce una prospettiva in grado di far vacillare anche l’essere umano che si prende più sul serio al mondo: siamo un mosaico di elementi, incredibile e fortuito, senza averne nè la colpa, nè il merito. Fare propria questa visione significa maturare il giusto livello di umiltà, necessario da un lato all’apertura verso l’altro, anch’egli un mosaico incredibile e fortuito, e contrario dall’altro ai confini mentali fatti di separazioni e demarcazioni (mio-tuo, normale-non normale, dentro-fuori).

Non è un caso che più l’umanità evolve, maggiormente inclusiva diventa.

È quindi fondamentale, per la crescita sociale e culturale di una comunità, fornire occasioni di scambio, di incontro e di conoscenza delle diversità, qualsiasi esse siano.

I Giochi Internazionali del Tricolore sono un’occasione imperdibile da questo punto di vista!

Nell’editoriale precedente ci siamo occupati dell’aspetto relativo alle diverse origini geografiche, e quindi culturali, delle delegazioni in arrivo. Oggi vorremmo invece evidenziare l’importanza della compresenza di atleti e volontari con diverse abilità fisiche.

Avremo tra noi infatti atleti paralimpici provenienti da paesi diversi, che si alterneranno in numerose discipline: atletica leggera, scherma, equitazione, arrampicata sportiva, judo, nuoto, tiro con l’arco e sitting volley. Tra loro, citiamo i giovani provenienti dalla Bosnia ed Erzegovina, accompagnati da Pk Spid: l’unica associazione di nuoto bosniaca che offre corsi gratuiti per bambini e adulti con disabilità.

Parteciperà una delegazione di volontari che, accompagnati dalla Cooperativa Anemos, supporteranno la segreteria organizzativa dei Giochi.

Le diverse abilità fisiche saranno anche al centro degli speech del TEDx Reggio Emilia, che avrà come contest “Sport to be inspired” e si terrà giovedì 12 luglio alle 17.30 presso il Villaggio dello Sport in Piazza della Vittoria. Il contest sarà aperto alle proposte del pubblico: chiunque abbia un’idea o un messaggio da condividere per ispirare gli altri nel segno dello sport, potrà consegnarlo nell’apposito corner tra l’8 e l’11 luglio e, se verrà selezionato, lo esporrà pubblicamente diventando uno dei protagonisti di questa speciale edizione di TEDx Reggio Emilia.

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GIOCHI DEL TRICOLORE 2018 E INCROCI DI COMUNITÀ

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Sono un cittadino, non di Atene o della Grecia, ma del mondo
Socrate

I Giochi Internazionali del Tricolore stanno per portare a Reggio Emilia delegazioni provenienti da quasi 30 nazioni differenti.

Dai dati sulla popolazione residente nella nostra provincia, risulta che da ciascuno dei paesi di provenienza delle delegazioni in arrivo esistono già delle persone residenti, eccezion fatta per Palestina, Malta e territori Saharawi.

Com’è noto, le comunità più numerose (ben oltre i 1000 residenti) provengono dalla Cina, dalla Romania e dalla Tunisia. Seguite da India, Polonia, Russia, Algeria, Spagna, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Grecia, Croazia e Stati Uniti. Infine sono intorno o meno di una decina, le persone provenienti da Portogallo, Mozambico, Sudafrica, San Marino, Olanda, Austria e Slovenia1.

Pensando a loro, ci auguriamo che i Giochi del Tricolore siano un’occasione per ritrovare giovani connazionali e, perchè no, cercarli e tifarli nelle numerose competizioni che si avvicenderanno.

La nostra ricerca però non si è fermata qui, ci siamo anche chiesti: quanti italiani ci sono nei paesi di provenienza delle delegazioni in arrivo?

La risposta è sorprendente: per ogni paese di provenienza delle delegazioni di atleti ci sono da un minimo di 750 italiani (in Mozambico) ad un massimo di 704 mila (in Germania)2.

I nostri connazionali sono ovunque e in numero molto consistente: secondo il Rapporto “Italiani nel mondo 2017”, stilato dalla Fondazione Migrantes3, la migrazione italiana è aumentata del 60,1% dal 2006 al 2017, passando da 3 a 4 milioni di iscritti all’Anagrafe degli Italiani residenti all’Estero (AIRE)4: Oltre il 39% di chi ha lasciato l’Italia alla volta dell’estero nell’ultimo anno ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni (oltre 9 mila in più rispetto all’anno precedente, +23,3%); un quarto ha tra i 35 e i 49 anni (quasi +3.500 in un anno, +12,5%). A questi si aggiunga il 9,7% di chi ha tra i 50 e i 64 anni, ovvero i tanti “disoccupati senza speranza” tristemente noti alle cronache del nostro Paese poiché rimasti senza lavoro in Italia”.

Per utilizzare una terminologia che il lessico mainstream rivolge a chi arriva in Italia, siamo stati e continuiamo ad essere anche noi un popolo di “migranti economici” in cerca di una vita migliore soprattutto in altri paesi europei e dell’America centro-meridionale.

Tra le curiosità relative ai tanti “reggiani all’estero” come non ricordare Antonio Panizzi, che dà il nome alla principale Biblioteca della città: dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Parma, per sfuggire all’accusa di appartenere alla Carboneria, ripiegò prima in Svizzera e poi in Inghilterra, a Londra, dove nel 1856 divenne Direttore Generale del British Museum.

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GIOCHI DEL TRICOLORE 2018 E TERZO TEMPO

RUGBY REGGIO

“Lo Spirito Olimpico cerca di creare uno stile di vita basato sulla gioia dello sforzo, sul valore educativo del buon esempio e il rispetto universale dei principi etici fondamentali”

Pierre De Coubertin

Ecco lo spirito con cui ci si avvicina alla settimana dei Giochi del Tricolore: attraverso le discipline sportive si vuole vivere e raccontare un’ “altra storia”: la storia dell’incontro con le diversità culturali, di genere, fisiche ed altre ancora; il valore della convivenza e delle emozioni di appartenere ad un unico mondo, in cui potersi riconoscere anche attraverso la competizione e la coesione.

Con questo sguardo la città accoglierà gli atleti, le squadre e gli accompagnatori che arriveranno a Reggio Emilia, forse soprattutto con la voglia di vincere.

Vogliamo dimostrare con i fatti che competizione e coesione possono convivere nel Villaggio dello sport, ma anche nelle vie della città.

Abbiamo un sogno che è quello di creare, oltre all’evento sportivo, un evento che si avvicini all’idea del terzo tempo dove le relazioni, la curiosità e l’idea di aumentare le proprie conoscenze delle altrui vite, siano il collante e il ricordo che gli ospiti imprimeranno nella loro memoria.

Il terzo tempo è una delle tradizioni più importanti del rugby: inizia da quando l’arbitro fischia per concludere la partita. Da quel momento le due squadre non sono più rivali e vanno a festeggiare insieme. Ogni gesto anche il più ardito durante la partita diventa argomento di dialogo e di incontro.

Chiediamo quindi agli atleti, alle squadre che arriveranno a Reggio, ma anche a chi accoglie, con il faticoso lavoro di preparazione “dell’arena sportiva”, e alla città tutta, di vivere questo “spirito” di uno sport che unisce, che fa crescere e che dal basso ci permette di capire quanto competizione e diversità possono convivere in una cornice di senso che mette comunque la persona al centro. In quest’ottica, proponiamo ad ogni delegazione di portare un oggetto rappresentativo del luogo di provenienza, in modo da contribuire ad arricchire il Corner Interculturale in Piazza della Vittoria.

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